Autoritratto di Francesco Hayez con un gruppo di amici — Francesco Hayez

Francesco Hayez

Autoritratto di Francesco Hayez con un gruppo di amici

1825 ca – 1830 ca

Dating
Approximate date range
Held at
Museo Poldi Pezzoli
Medium
tela/ pittura a olio
Dimensions
32.5 × 29.5 cm
Attribution
By the artist
Image rights
CC BY 3.0License details

Francesco Hayez. Autoritratto di Francesco Hayez con un gruppo di amici. Image credit: Sailko; Self-photographed. https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Francesco_hayez,_autoritratto_in_un_gruppo_di_amici,_1824_ca._01.JPG. CC BY 3.0 (https://creativecommons.org/licenses/by/3.0/). Full-frame proportional resize and JPEG compression; applicable ShareAlike terms retained.

Collection: Museo Poldi Pezzoli

About this artwork

Autoritratto di Francesco Hayez con un gruppo di amici — Francesco Hayez. 1825 ca – 1830 ca.

Medium: tela/ pittura a olio. Dimensions: 32.5 × 29.5 cm.

Collection: Museo Poldi Pezzoli, Milan. SIRBeC catalogue record 2o060-00335 (not a museum inventory number). Holding only; current display unverified.

Catalogue note (Italian):

Il dipinto apparteneva in origine alla raccolta di Giuseppe Gargantini; è giunto nella collezione di Riccardo Lampugnani grazie all'eredità della madre, signora Rita Gargantini Piatti, ed è stato esposto poi alla mostra dedicata alla collezione di Riccardo Lampugnani che il Museo Poldi Pezzoli ha organizzato nel 1997 ("Riccardo Lampugnani: una collezione milanese donata al museo Poldi Pezzoli", Milano 1997, p. 17, n° 5).\nQuesto celebre "Autoritratto in un gruppo di amici" ha una storia critica interessante: fu presentato per la prima volta alla retrospettiva dedicata ad Hayez nel Palazzo di Brera nel 1883, subito dopo la morte del grande artista, e poi riproposto alla mostra milanese del 1934 curata da Giorgio Nicodemi; in entrambe le occasioni, il quadro è citato genericamente come "Ritratti riuniti di cinque persone (teste) del signor Gargantini Piatti", senza alcuna precisazione; e la stessa definizione useranno Nicodemi nella sua monografia su Francesco Hayez, pubblicata nel 1962, e infine Coradeschi, nel 1971. Fernando Mazzocca, nel 1983, in occasione della grande mostra organizzata per il centenario della morte di Hayez, ha proposto una chiave di lettura del tutto inedita per il dipinto che, a suo parere, è la "suggestiva trasposizione visiva del celebre brindisi recitato dal Grossi nel 1824 in un banchetto di amici organizzato da Giuseppe Molteni per festeggiare la guarigione di Hayez da una lunga malattia (Mazzocca, in M.C. Gozzoli-F. Mazzocca, a cura di, "Hayez", catalogo della mostra, Milano 1983, pp. 330-331, cat. 177). Il personaggio al centro, dunque, sarebbe Francesco Hayez, insolitamente travestito con berretto da pittore e occhialini; accanto a lui, a sinistra, l'artista veneziano avrebbe ritratto Giovanni Migliara in basso e, in alto, Pelagio Palagi; a destra, di profilo, con la tuba, Giuseppe Molteni e infine Tommaso Grossi; gli amici più cari, insomma, della stagione romantica, quelli che negli anni tra il '20 e il '30 percorrevano la sua stessa strada e condividevano con lui discussioni, scelte intellettuali e civili. Secondo l'ndicazione di Mazzocca, questo insolito autoritratto con amici vale quasi come un manifesto della cultura romantica, una sorta di implicita dichiarazione programmatica. Lettura indubbiamente suggestiva ma, a mio parere, forse un po' forzata: non è così piana, infatti, l'identificazione di Pelagio Pelagi che, nel noto autoritratto del 1820-25 circa conservato nella Galleria degli Uffizi, mostra tratti lievemente diversi da quelli dell'uomo con berretto, e grandi occhi scuri, non azzurri; e non è facile riconoscere nel maturo signore con l'elegante cilindro chiaro il giovane Molteni che, nato nel 1800, al tempo del quadro era sui 25 anni (si veda, per confronto, l' "Autoritratto" del 1835-40 circa in collezione privata torinese, pubblicato da F. Mazzocca in "Giuseppe Molteni 1800-1867 e il ritratto nella Milano romantica. Pittura, collezionismo, restauro, tutela", Milano 2000, p. 198, n. 3). Resta, quindi, a mio avviso, qualche zona d'ombra nella ricostruzione proposta da Fernando Mazzocca. \nLa data 1827, posta sulla tela in basso a sinistra, non è considerata autografa da Mazzocca, ma conviene assai bene alla fattura abbreviata, fatta di materia trasparente, del dipinto.

Source: Regione Lombardia — SIRBeC, CC0 dataset 5gfm-gsfr retrieved 10 September 2026. Photo rights are separate.

Location checked Sep 9, 2026. This does not indicate whether the work is on display.

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