Francesco Hayez

Studio per la Distruzione di Gerusalemme

1867

Dating
Exact year
Held at
Civiche Raccolte Grafiche e Fotografiche del Castello Sforzesco
Medium
carta/ grafite/ pennello e inchiostro
Dimensions
612 × 962 mm
Attribution
By the artist

Collection: Civiche Raccolte Grafiche e Fotografiche del Castello Sforzesco

About this artwork

Studio per la Distruzione di Gerusalemme — Francesco Hayez. 1867.

Medium: carta/ grafite/ pennello e inchiostro. Dimensions: 612 × 962 mm.

Collection: Civiche Raccolte Grafiche e Fotografiche del Castello Sforzesco, Milan. SIRBeC catalogue record 4y010-25725 (not a museum inventory number). Holding only; current display unverified.

Catalogue note (Italian):

Entrato nelle collezioni comunali con il legato Gaetano Imperatori del 1881, il grande studio per la "Distruzione del Tempio di Gerusalemme" arricchisce e completa la copiosa documentazione grafica che illustra la lunga e complessa genesi creativa del dipinto eseguito dal maestro nel 1867 e oggi conservato presso le Gallerie dell'Accademia a Venezia. Per lo spessore della carta e per le dimensioni, l'opera in esame può quasi considerarsi un cartone preparatorio per la versione finale dipinta in cui l'artista traccia nella parte centrale un'idea compositiva che corrisponde, seppure con sensibili varianti alla versione finale dipinta, completandola con acquarello rosso, azzurro, ocra, giallo, grigio e bianco, mentre lascia allo stato di abbozzo a matita la parte sinistra. Hayez introduce per la prima volta nei suoi studi preparatori la struttura dell'ara, che diverrà l'elemento focale della scena, Oltre ad una maggiore concentrazione spaziale e prospettica sia dell'ara che del gruppo di figure centrale, numerose sono le varianti rispetto alla tela. Se l'azione è concitata e l'imperatore Tito rimane il perno della composizione, molti personaggi si ritrovano assai simili nel quadro, altri furono aggiunti e altri ancora non vi figurano. Anche il soldato di profilo accanto a Tito, ritagliato da un'altra carta e incollato sul disegno, non trova un preciso corrispettivo nel quadro, e così pure l'arciere accanto alle insegne. Considerato della mano di Francesco Hayez da Moschini (1970) e Perissa Torrini (1995), mentre Mazzocca lo ritiene come un d'après (1994), questo disegno mostra, proprio per la presenza di parti ritagliate e aggiunte, prove simili alla tecnica scenografica e le numerose differenze compositive con il quadro sembrano testimonianze di tentativi, modifiche e cambiamenti tipici della fase preparatoria.

Source: Regione Lombardia — SIRBeC, CC0 dataset 5gfm-gsfr retrieved 10 September 2026. Photo rights are separate.

Location checked Sep 9, 2026. This does not indicate whether the work is on display.

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