Napoleone in Egitto medita dinanzi alla personificazione della Repubblica Cisalpina||Visione di Bonaparte in Egitto (inventario)
1805 – 1816
- Dating
- Date range
- Medium
- carta/ matita nera/ penna/ inchiostro rosso/ quadrettatura a matita nera
- Dimensions
- 185 × 602 mm
- Attribution
- By the artist
Collection: Civiche Raccolte Grafiche e Fotografiche del Castello Sforzesco
About this artwork
Napoleone in Egitto medita dinanzi alla personificazione della Repubblica Cisalpina||Visione di Bonaparte in Egitto (inventario) — Andrea Appiani. 1805 – 1816.
Medium: carta/ matita nera/ penna/ inchiostro rosso/ quadrettatura a matita nera. Dimensions: 185 × 602 mm.
Collection: Civiche Raccolte Grafiche e Fotografiche del Castello Sforzesco, Milan. SIRBeC catalogue record 4y010-00172 (not a museum inventory number). Holding only; current display unverified.
Catalogue note (Italian):
Si tratta di uno dei disegni preparatori che furono eseguiti in vista della traduzione in incisione del grandioso ciclo decorativo dedicato ai Fasti di Napoleone e realizzato da Appiani nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale a Milano, fra 1800 e 1807. Il successo delle tele dipinte a tempera a monocromo fu tale che già nel 1805, quando l'intervento pittorico era ancora in corso d'opera, il viceré Eugenio di Beauharnais, per ordine di Napoleone, commissionò allo stesso Appiani una traduzione calcografica, di cui l'imperatore voleva servirsene per fini propagandistici. A capo dell'impresa fu nominato Giuseppe Longhi, tra i massimi incisori dell'epoca e professore all'Accademia di Brera, coadiuvato dallo stesso Appiani, che ne curò la supervisione; tra gli incisori che collaborarono all'operazione, furono scelti Giuseppe Benaglia, Michele Bisi e Francesco e Giuseppe Rosaspina. Per mantenere gli effetti pittorici del monocromo, si scelse di utilizzare la tecnica dell'acquaforte ritoccata a bulino. Sebbene non vi siano notizie certe sulla paternità dei disegni preparatori per le tavole, è plausibile che fu lo stesso Appiani a realizzarli, o, almeno, a supervisionarne l'esecuzione. I fogli furono poi affidati ai collaboratori: a Longhi fu lasciata l'esecuzione delle matrici relative alle scene principali, che servirono poi da modello per gli altri acquafortisti. Il disegno mostra un Napoleone meditabondo, un motivo fino ad allora mai utilizzato nella pittura ufficiale per rappresentare il futuro imperatore, e che, probabilmente, costituisce un unicum nell'iconografia del generale. La figura femminile davanti alla quale Napoleone è assorto è stata identificata con la Francia, ma probabilmente potrebbe raffigurare l'Italia, secondo una descrizione che ne aveva dato Vincenzo Monti nell'ode "Dopo la Battaglia di Marengo", o, più probabilmente, la Repubblica Cisalpina. La scena, particolare, illustrerebbe il momento di maggior crisi della campagna in Egitto, di fronte a cui Napoleone scelse il ritorno in patria. Davanti a lui, la figura allegorica femminile, quasi implorante, accompagnata dai fanciulli, "invoca il ritorno salvifico di Napoleone, mentre a terra giacciono gli emblemi delle arti, delle scienze e dei mestieri e la cornucopia, simboleggianti la perduta prosperità della nazione" (Bairati, Pivetta, Raponi 1997, p. 132). I numerosi cenni all'arte egizia indicherebbero le importanti campagne archeologiche condotte durante le operazioni militari.\nLa scena fu tradotta in incisione da Francesco Rosaspina.
Source: Regione Lombardia — SIRBeC, CC0 dataset 5gfm-gsfr retrieved 10 September 2026. Photo rights are separate.
Location checked Sep 9, 2026. This does not indicate whether the work is on display.
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